ALEEEEE OOO, ALEEEEEEE OOO!!!!! E’ arrivato il mio primo premio da food blogger :-)
Con i mini mojito cake, ve li ricordate? Ho partecipato a Sapore di Sfida III - “Ricette sotto l’ombrellone”, contest organizzato da Giallo Zafferano ed ecco la Premiazione con i fiocchi che mi ha vista come Prima Classificata!!! Roba da non credere!!! Sono felice e senza parole!
Un grazie a tutti gli organizzatori, ai simpatici lettori del forum Giallo Zafferano e in particolar modo allo Chef Sergio Maria Teutonico, membro della giuria che mi ha lusingato con le sue parole!!!
Grazie di Cuore
Revisione | 5 agosto 2009
Caspita, presa dall’euforia del momento e dalle 1000 faccende che avevo da fare in quei giorni, ho peccato un pò di egocentrismo, anche se non è nella mia natura!
In pratica ho omesso di fare i miei complimenti personali alle altre 2 vincitrici di questo simpatico contest!
Vogliate scusarmi :-)
Complimenti a Solidea che è stata la II classificata con la sua Torta di zucchine e alla III classificata Mariluna con il suo Rotolo salato con peperoni e formaggio.
Qualcuno poi, giustamente, mi ha chiesto ”ma cosa hai vinto?”, beh! in effetti avevo omesso anche questo :-(
Il premio consiste in tre confezioni di zafferano Aquilano D.O.P. da 5 grammi dell’Azienda Agricola Peltuinum!
Nell’ambito della rassegna “Sotto le stelle del cinema”, che nel mese di luglio da anni allieta le calde serate bolognesi con proiezioni in Piazza Maggiore, ieri sera ho avuto il piacere di vedere il film “FOOD, INC.” di Robert Kenner (USA/2008) che ha vinto la chiocciola d’oro come miglior documentario a Slow Food on Film 2009.
Certo non si è trattato di un film leggero, anzi, bello ma AGGHIACCIANTE e per questo meritevole di menzione e diffusione!!!!!
Durante la proiezione ho provato disgusto, forte senso di rabbia e stupore per quello che stavo vedendo.
E’ un un film che descrive in modo chiaro e genuino con lo stile del documentario il mondo che si nasconde, con il consenso governativo, dietro l’immagine dei prodotti di un qualsiasi supermercato americano.
Il film è ambientato negli Stati Uniti D’America, ma chi ci dice che dalle nostre parti le cose vadano in modo diverso?? Tanto per cominciare il film non è stato distribuito in Italia, questo vuol dire che non lo vedremo nelle sale cinematografiche a meno che in eventi e manifestazioni come quelli citati. Come mai???
Mi mancano le parole per descrivere delle immagini molto dure e significative che raccontano di quanto il potere sia in mano di pochi, e non è solo un potere economico, è un potere più ampio in grado di influenzare con effetti devastanti:
- le scelte di consumo di cibo da parte di uomini e animali;
- il lavoro di agricoltori e allevatori di bestiame;
- la salute dei consumatori;
- la salute dei lavoratori impiegati nelle aziende di trasformazione del cibo e di macellazione;
- la promulgazione di leggi nel settore agroalimentare da parte del governo;
- la politica dei costi di produzione e di vendita;
- la salute dell’ecosistema;
- la sicurezza di chi ha il coraggio di seguire una strada “diversa”.
Tutto questo è quello che il regista descrive/denuncia in questo documentario, ma alla fine Kenner esorta anche ad un consumo più consapevole e ci ricorda che “noi consumatori” abbiamo il potere di votare tre volte al giorno (a colazione, pranzo e a cena) per cibi più sani ed etici. Solo le scelte di molti di noi verso cibi naturali possono cambiare i modi di produrle!!!!
Beh! Vi lascio alla riflessione e alla visione di questi brevi scorci di film trovati in rete:
I primi 3.30 minuti del film.
La storia di una madre che ha perso suo figlio di 2 anni e mezzo dopo 10 giorni dall’aver contratto la e-coli 0157:h7 per aver mangiato un hamburger contaminato! Le autorità hanno ritirato la carne contaminata solo dopo 16 giorni dalla sua morte.
Non ricordo bene se avevo 7 oppure 8 anni, quando, una sera di autunno, mia madre mi ha mandato a letto presto perchè l’indomani saremmo dovuti andare ad aiutare i nonni a raccogliere l’uva. Mi sono chiesta come si facesse a raccogliere l’uva, nel senso che non riuscivo ad immaginare da dove “uscisse”. Tutta la notte ho avuto dei sogni strani, sognavo di raccogliere l’uva che sbucava dal terreno, poi sognavo che era appesa a degli alberi altissimi che non riuscivo a raggiungere… Insomma, per me fu una sorpresa enorme scoprire la vigna. E lo stesso stupore provo quando scopro le piante da cui crescono i frutti e le verdure che mangio ogni giorno e che sono abituata a vedere belli e allineati nelle apposite cassette del supermercato e quando va bene del mercato rionale.
Fortunatamente, da un po di tempo, sto colmando l’ignoranza al riguardo grazie alla frequentazione, per ragioni di famiglia :-), della campagna orvietana, da cui sono tornata con tante bontà che tra breve vedrete trasformate in ricettine!
Volevo condividere l’esperienza con chi, come me, si è chiesto che pianta hanno le verdure che mangiamo.
I piselli
I carciofi
Che se in altre regioni di Italia hanno ornato le tavole nel giorno di Pasqua, qui sono maturi in questo periodo!
Le fave
Idem come i carciofi, le fave qui sono pronte adesso, quindi niente scampagnata del primo maggio con “pane fresco, fave e pecorino”…….
Silvio “il mi socero”
Grazie al quale sto qui a raccontarvi queste cose e con il quale discuto sul perchè le fave e i carciofi non nascono nel tempo che, secondo me, è quello giusto :-)
Ed in ultimo arrivano le CILIEGIE!!!!!
Mi ci sono fiondata anche se non sono ancora perfettamente mature. Ho raccolto comunque le più rosse e sto già pensando a un dolcetto.